Come Usare Lo Stop Loss Nel Forex Trading

Conoscere la terminologia forex e i suoi usi nel trading è fondamentale per guadagnare in questo mondo. E uno dei concetti più importanti è sicuramente quello di stop loss, inteso come la massima perdita che il trader può decidere (anticipatamente) di subire qualora il trade non andasse come sperato. Conoscere questo concetto e saper definire l’ampiezza dello stop loss sarà essenziale per valutare il profilo di rischio dell’operazione, rapportando la massima perdita al potenziale profitto del trade che ci si accinge ad aprire. Detta così, questa operazione potrebbe apparire semplice ad un “novellino”, ma non è assolutamente così. Sono infatti diverse le verifiche che il trader dovrà effettuare prima di sapere che lo stop loss immesso sia idoneo al trade in questione. Una delle prima cose da appurare è che lo stop loss sia sostenibile, cioè che il profilo di rischio abbia determinate caratteristiche. In poche parole, il rischio sarà sostenibile se la perdita non intaccherà in modo significativo il capitale a disposizione per trade. Di solito, può definirsi accettabile uno stop loss sulla singola operazione che non superi la fascia compresa tra l’1% e il 2% del proprio capitale; a condizione, ovviamente, che il trader abbia una strategia di trading efficace!

Lo stop loss deve essere però “piazzato” anche in maniera intelligente, nel senso che dovrà essere posizionato in punti strategici del grafico che stiamo osservando. Generalmente, lo stop loss andrà posizionato sotto (per operazioni long) o sopra (per operazioni short) punti importanti di swing del mercato, che possono essere supporti o resistenze a livello grafico. Quello che mi sento di consigliarvi è di non posizionarlo mai esattamente sotto o sopra gli swing identificati come sopra, ma lasciare un po’ di “respiro” ai prezzi. In pratica, sarebbe opportuno lasciare un po’ di spazio tra il massimo o il minimo precedente e il proprio livello di stop loss, in quanto spesso questi livelli vengono “sporcati” dai prezzi.

Altro elemento da considerare è che la distanza dai punti critici di swing, che deve essere calcolata tenendo conto della volatilità dello strumento su cui si opera. Immettere uno stop loss in diversi punti del grafico, al solo fine di ridurre il rischio, aumenterebbe considerevolmente la probabilità di vederlo scattare, con conseguente chiusura della posizione, per poi vedere i prezzi raggiungere l’obiettivo che il trader si era prefissato! Ciò è dovuto, come detto in precedenza, al cosiddetto “rumore” del mercato, ovvero a quei movimenti che sono per la maggior parte dovuti alle operazioni di breve e brevissimo termine (scalping) fatte da molti trader oggi. Quando si decide l’ampiezza dello stop loss vi consiglio di non impostarne uno che non vi faccia sentire a vostro agio una volta aperta l’operazione, con l’ovvia conseguenza che se il trade non va nella direzione voluta sarà talmente forte il senso di disagio e scoramento, che spesso si sarà portati a chiudere anzitempo il trade, prima che lo stop loss iniziale venga effettivamente raggiunto. Per poi vedere i prezzi andare nella direzione voluta!

Un ultimo consiglio: non spostare (o, peggio, togliere!) mai lo stop loss dopo averlo già impostato. Statisticamente, è uno dei modi più comuni per perdere in poco tempo tutto il proprio capitale.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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