Le 10 Regole del Forex Trading – Seconda parte

Regole del Forex Trading: pensare fondamentale, agire tecnico

La prima parte delle “10 Regole del Forex Trading” la trovate qui.
Fare trading basandosi sui fondamentali o sui tecnici? È la domanda da 68 milioni di dollari che i trader si sono chiesti per decenni e continueranno probabilmente a chiedersi per i decenni a venire.
Analisi tecnica vs analisi fondamentale
L’analisi tecnica è basata sulle previsioni del futuro usando i movimenti dei prezzi passati, detti anche movimento o reazione del prezzo. La tecnica fondamentale, dall’altro lato, incorpora news economiche e politiche per determinare il valore futuro della coppia di valute.

Alla domanda su quale tecnica sia meglio adoperare è difficile dare una risposta. Abbiamo spesso visto fattori fondamentali cambiare rapidamente la prospettiva tecnica, o fattori tecnici spiegare un movimento di prezzo, cosa che i fondamentali non riescono a fare. Pertanto, la risposta alla domanda è di usarli entrambi. Tutti e due i metodi sono importanti e sono coinvolti nella reazione del prezzo. La chiave concreta, tuttavia, è capire i vantaggi di ogni stile e sapere quando utilizzare ogni tecnica. I fondamentali vanno bene per dettare le tematiche più ampie del mercato, mentre i tecnici sono utili nell’identificare livelli di entrata ed uscita specifici. I fondamentali non cambiano in un battito di ciglia: nel mercato delle valute, i temi fondamentali possono durare settimane, mesi e addirittura anni.

Usare entrambe per fare una mossa
Ad esempio, una delle storie più note del 2005 è stato il ciclo di inasprimento del tasso di interesse aggressivo della Federal Reserve. A metà del 2004, la Federal Reserve ha cominciato a aumentare il tasso di interesse con aumenti di un quarto di punto. Ha fatto sapere al mercato in anticipo che sarebbe stata impegnata in un lungo periodo di inasprimento e, come promesso, ha aumentato i tassi di interesse a 200 punti base nel 2005. Questa politica ha generato un ambiente dollaro-rialzista nel mercato che è durato tutto l’anno.

Il dollaro è cresciuto del 19% dal livello più basso a quello più alto contro lo yen giapponese, la cui banca centrale ha tenuto tassi fermi a zero durante il 2005. La coppia USD/JPY sperimentava un uptrend (tendenza al rialzo) per tutto l’anno, ma anche in questo modo, rimanevano molti ripiegamenti lungo la strada. Questi “movimenti di ritracciamento” erano delle opportunità perfette per i trader di combinare i tecnici con i fondamentali, per entrare nello scambio al momento opportuno.

Per l’analisi fondamentalmente, era chiaro che il mercato fosse un ambiente molto positivo nei confronti del dollaro, pertanto, tecnicamente, bisognava cercare le opportunità al fine di acquistare i ribassi piuttosto che vendere i rialzi. Un esempio perfetto è stato il rialzo del 101,70 al 113,70. Il ritracciamento si era fermato proprio al livello di supporto di Fibonacci, che sarebbe stato un ottimo punto di entrata e un chiaro esempio di scambio basato sui fondamentali ma i cui punti di entrata e uscita si fondavano sui tecnici.

Nel trade USD/JPY, provare a individuare i picchi o i ribassi in quel momento sarebbe stato difficile. Tuttavia, con un trend al rialzo così forte, lo scambio più facile e più intelligente è stato quello di osservare le opportunità tecniche per riallacciarsi alle tematiche fondamentali e scambiare con il trend di mercato anziché provare a smorzarlo.

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Regole del Forex Trading: mettere sempre insieme forte e debole

plus500Ogni fan di calcio ha una squadra preferita. Il vero fan conosce con chi la squadra può vincere, con chi probabilmente perderà e con chi dovrà darsi da fare. Scommettendo sul gioco, il fan sa che le chance migliori di successo si verificano quando si ha davanti un avversario debole. Sebbene stiamo facendo riferimento al calcio, la logica vale in ogni contesto. Quando un esercito forte viene piazzato contro uno debole, le possibilità sono fortemente orientate verso l’esercito vincente, cioè il più forte. Questo è il modo in cui avvicinarsi al trading.
Accoppiare le coppie di valute
Quando si negoziano le valute, abbiamo sempre a che fare con coppie. Ogni negoziazione comporta l’acquisto di una valuta e la vendita (short) di un’altra. Pertanto, la scommessa implicita è che una valuta batta l’altra. Se questo è il modo in cui il mercato FX è strutturato, allora il trade con la più alta probabilità sarà quello che mette insieme una valuta forte contro una debole. Fortunatamente, nel mercato delle valute abbiamo a che fare con paesi le cui prospettive economiche non cambiano nell’immediato. I dati economici che derivano dalle valute maggiormente scambiate attivamente vengono rese pubbliche ogni giorno, fungendo da scheda segnapunti per ogni paese. Più i rapporti saranno positivi, migliore sarà la posizione di una nazione. Allo stesso modo, con rapporti negativi, la prestazione del paese sarà minore (debole).

Mettere insieme una valuta forte con una debole ha delle radici più profonde dei semplici dati. Ogni rapporto forte dà una ragione in più alla banca centrale per aumentare i tassi di interesse, che a loro volta, incrementano il rendimento di una valuta. Al contrario, se i dati economici sono “deboli”, la banca centrale dispone di minore flessibilità nell’aumentare i tassi e, in alcune circostanze, se i dati sono estremamente deboli, la banca centrale può persino considerare di abbassare tali tassi. Il sentiero futuro dei tassi di interesse è uno dei principali motori del mercato delle valute, poiché incrementa il rendimento e l’attrazione per la moneta di un paese.

 

Usare i tassi di interesse
Plus500Oltre a osservare come vengono disposti i dati, un modo più semplice di accoppiare forte e debole potrebbe essere quello di fare un confronto con la traiettoria dei tassi di interesse per una moneta. Ad esempio, l’ EUR/GBP (che è tradizionalmente una valuta molto ristretta) esplose nel primo quarto del 2006. Questa esplosione avvenne in senso positivo, dal momento che l’Europa stava appena iniziando a incrementare i tassi di interesse con il miglioramento della crescita economica. Il forte contrasto derivante da quello che ogni nazione faceva con i tassi di interesse, costrinse l’ EUR/GBP ad un aumento sostanziale e modificò persino l’ EUR/GBP, generalmente sempre ristretto, in una coppia di valute moderatamente in tendenza. Il cambio era stato facilmente anticipato, rendendo la coppia EUR/GBP un trade basato sull’accoppiamento di una valuta forte con una debole. Dal momento che la forza e la debolezza possono durare un certo periodo di tempo con l’evolversi delle tendenze economiche, accoppiare valuta forte e debole è uno dei modi migliori per ottenere un vantaggio nel mercato delle valute.

C’è un’ottima battuta di Richard Pryor in cui il comico fa una lezione al pubblico su come l’unico modo per rispondere alla propria moglie quando ti coglie in flagrante a tradirla è di affermare con calma, “A chi credi? A me? O ai tuoi occhi bugiardi?”. Se questa battuta riscuote sempre un gran successo e risate del pubblico, sfortunatamente, così non è per molti trader che prendono questo consiglio troppo sul serio. La questione è che gli occhi non mentono. Se un trader va short su una coppia di valute e la reazione del prezzo è a suo sfavore, aumentando inesorabilmente, il trader ha sbagliato e deve ammettere quanto accaduto, preferibilmente il prima possibile.

Analisi della EUR/USD 2004-2005
Nel FX, i trend possono durare a lungo. Ad esempio, nel 2004 l’EUR/USD ha continuato ad aumentare, crescendo da un basso 1,2000 ad un 1,3600 in un periodo di soli due mesi. I trader che rispettano i fondamentali delle due valute non riuscivano a capire le ragioni dietro il movimento rialzista dell’euro, dal momento che tutti i segnali economici dovevano favorire la forza del dollaro.

È vero, gli Stati Uniti stavano conducendo un disavanzo commerciale, stavano anche attraendo capitale dall’Asia per compensare il deficit. Inoltre, la crescita economica americana risplendeva a confronto con l’Eurozona. Il prodotto interno lordo (PIL) americano stava crescendo a un buon tasso annuale del 3,5% rispetto all’1% dell’Eurozona. La Fed aveva persino cominciato ad alzare i tassi, pareggiando il differenziale del tasso di interesse tra l’euro e il dollaro. Inoltre, il tasso di cambio elevato dell’euro stava soffocando le esportazioni europee, l’unico settore dell’economia dell’eurozona fondamentale per la crescita economica. Come conseguenza, i tassi di disoccupazione americani continuavano a scendere, dal 5,7-5,2%, mentre la disoccupazione in Germania arrivava ai livelli elevati del secondo dopoguerra, arrivando a toccare numeri a due cifre.

Cosa accadrebbe se si aprisse una posizione short e un’uscita anticipata?
In questo scenario c’erano buone ragioni per vendere l’EUR/USD. Tuttavia, la coppia di valute continuava ad aumentare. Alla fine, l’EUR/USD tornò indietro, ritracciando l’intero rialzo del 2004 per raggiungere un basso 1,1730 alla fine del 2005.

Nel posto giusto, al momento giusto
Nel FX, i trade direzionali di successo non hanno solo bisogno di essere corretti in analisi, ma hanno anche bisogno di trovarsi al momento giusto. Ecco perché credere “ai propri occhi bugiardi” è fondamentale per avere successo. Se la reazione del prezzo si muove contro di noi, anche se le ragioni per le quali il nostro scambio rimane valido, dobbiamo fidarci dei nostri occhi, rispettare il mercato e avviare uno stop. Nel mercato di scambio, avere ragione ed essere in anticipo equivale ad avere torto.

Regole del forex trading: conoscere la differenza tra “scale in” e essere in perdita



Uno dei maggiori errori che un trader possa commettere è quello di mantenere una posizione in perdita, sperando disperatamente in un movimento contrario. A mano a mano che i trader aumentano la propria esposizione, con il prezzo che va nella direzione sbagliata, le perdite arrivano ad un punto in cui si è costretti a chiudere le posizioni ad una perdita maggiore o aspettare passivamente che l’inevitabile richiesta di margine lo faccia al proprio posto. In questi scenari, generalmente, il ragionamento iniziale della negoziazione scompare e un trader intelligente chiuderebbe la posizione e andrebbe avanti.

Tuttavia, alcuni trader rimangono nella posizione per molto tempo dopo che la ragione del trade è cambiata, sperando che con un po’ di fortuna o di magia le cose alla fine tornino per il verso giusto.

Si può paragonare questa situazione a quella in cui ci si ritrova in macchina a tarda notte e non si è sicuri se si è sulla strada giusta. Quando ciò accade, si possono avere due opzioni:
1. Continuare ad andare in quella direzione alla cieca e sperare che si arriverà alla propria destinazione prima di finire in un altro posto.
2. Svoltare con la macchina e tornare da dove si è venuti, fino a raggiungere il punto da cui si può effettivamente trovare la strada per tornare a casa.

Questa è la differenza tra procedere cocciutamente nella direzione sbagliata e tagliare le perdite prima che sia troppo tardi. È pur vero che si potrebbe trovare la strada di casa in modo fortuito attraverso delle strade secondarie, come un trader che potrebbe recuperare la brutta posizione individuando un inaspettato cambiamento. Tuttavia, prima che questo momento arrivi, colui che guida potrebbe finire la benzina, così come il trader potrebbe finire il proprio capitale.

Non peggiorare una già cattiva posizione
Essere in perdita oltre il punto in cui inizia il rischio è il modo sbagliato di fare trading. Tuttavia, ci sono volte in cui essere in perdita rappresenta il modo corretto di scambiare. Questo tipo di strategia è chiamata scaling in.

Pianifica la tua entrata e la tua uscita e sii coerente
La differenza tra essere in perdita e lo scaling in risiede nel tuo intento iniziale stabilito prima di piazzare lo scambio.

Se si ha intenzione di comprare alla fine 100.000 lotti e si sceglie di stabilire una posizione in clip di 10.000 lotti per avere un prezzo medio migliore (invece dell’intero importo allo stesso tempo), questo procedimento si chiama scale in. Si tratta di una strategia nota ai trader che stanno acquistando durante un ritracciamento di un trend più ampio e non sono sicuri su quanto profondo il ritracciamento potrà essere. Pertanto, il trader aumenta ancora la propria posizione in modo da ottenere un prezzo medio migliore. La chiave è che il ragionamento che sta dietro questo metodo viene stabilito prima che lo scambio abbia luogo, così come lo “lo scopo finale” sull’intera posizione. In tale caso, l’intento è la differenza principale tra entrare in una posizione di perdita e scale in.

Regole del forex trading: ciò che è matematicamente buono, è psicologicamente impossibile



I trader principianti che si avvicinano al mercato individueranno strategie spesso eleganti, molto redditizie che sembrano poter generare milioni di dollari con un backtest sul computer. La maggior parte di tali strategie ha dei rapporti vincita-perdita e di profitto impressionanti, dimostrando spesso vincite di 3 $ per perdite di 1$. Armati di una tale ricerca al profitto, questi novizi aprono i propri conti FX e sono pronti a perdere tutto il proprio capitale. Perché? Perché fare trading non è qualcosa di logico, bensì psicologico di natura e alla fine le emozioni sovrastano sempre la ragione (generalmente costringendo il trader alla peggiore mossa possibile nel momento sbagliato).
Il trading è più un’arte che una scienza
Derman, capo delle strategie quantitative alla Goldman Sachs, un’azienda bancaria leader negli investimenti, disse: “Nella fisica si gioca contro Dio, che non cambia la sua opinione molto spesso. Nella finanza, si gioca contro le creature di Dio, i cui sentimenti sono effimeri, nel migliore dei casi instabili e le notizie sulle quali si fondano le strategie continuano a cambiare.”

Questo è il sentiero percorso dalla maggior parte dei trader principianti. Credono di poter “rendere possibile” una soluzione al trading e mettere in movimento una macchina che raccolga profitti. Ma il trading è più un’arte che una scienza, e prima i trader capiscono che devono compensare la loro umanità, prima inizieranno a essere padroni delle complessità del trading.

Libro contro mondo reale
Quello che segue è un esempio di come nel trading ciò che è matematicamente buono è spesso psicologicamente impossibile.

La saggezza convenzionale nei mercati vuole che i trader scambino preferibilmente con un rapporto profitto-rischio di 2:1. Questa può sembrare una buona idea apparentemente. Dopo tutto, se il trader ha ragione solo il 50% delle volte, potrà sicuramente a lungo andare avere successo. Infatti, con un rapporto di 2:1, il trader può sbagliare il 6,5 delle volte su 10 e continuare a guadagnare. Nella pratica è molto difficile raggiungere una tale situazione.

Si immagini lo scenario seguente: si comincia uno scambio con GBP/USD. Ammettiamo che si decida di andare short sulla coppia a 1,7500 con uno stop di 1,7600 e un target di 1,7300. All’inizio le cose vanno bene. Il prezzo si muove nella direzione voluta, poiché la GBP/USD all’inizio scende a 1,7400, poi a 1,7360 e comincia ad avvicinarsi a 1,7300. A 1.7320, la GBP/USD scende lentamente e inizia a risalire. Ora il prezzo è 1,7340, poi 1,7360, poi 1,7370. Si mantiene la calma. Si cerca di arrivare al 2:1 profitto-rischio. Sfortunatamente, la GBP/USD sale e prima che si riesca a capire cosa stia succedendo, la coppia di valute non solo torna al livello di entrata iniziale, ma si alza ancora di più e blocca la propria posizione a 1,7600.

In questo modo si è lasciato che 180 punti di profitto siano diventati 100 punti di perdita. In realtà, si è creata un’altalena di 280 punti nel conto. Questo è fare trading nel mondo reale, non la versione idealizzata presentata nei libri. Questo è il motivo per cui i trader professionisti aumentano la propria posizione di perdita, conseguendo dei profitti parziali prima ancora che il rischio cresca, una pratica che spesso riduce i guadagni e abbassa il rapporto utile-rischio a 1,5 o persino meno. Naturalmente, si tratta di una strategia matematica di inferiore valore, ma nel trading, quello che è matematicamente buono non è necessariamente possibile psicologicamente.

 

Regole del forex trading: il rischio è calcolabile, ma i profitti sono imprevedibili



Se esistesse una regola inviolabile nel trading, questa dovrebbe essere “continua con gli stop”. Prima di iniziare qualsiasi negoziazione, bisogna conoscere la propria soglia di dolore. Questo è il modo migliore per assicurarsi che le perdite siano controllate e che non si diventi troppo emotivi con le proprie posizioni.
Fare trading è difficile. Ci sono molti più trader che non hanno successo di quelli che hanno successo. Ma molto spesso, i trader falliscono non perché le loro idee siano sbagliate, ma perché diventano troppo “emotivi” durante le transazioni. I loro fallimenti derivano dalla chiusura di posizioni troppo in anticipo, oppure perché lasciano aumentare le perdite. Il rischio DEVE essere determinato prima. Il momento più logico per pensare al rischio è prima di piazzare un ordine, quando cioè la mente è lucida e le decisioni non sono influenzate dalle reazioni di prezzo. D’altronde, è pur vero che quando si è iniziato uno scambio, si vuole andare avanti fino a quando non si diventa vincente. Sfortunatamente, però, questo non accade sempre. Bisogna pensare al peggior scenario possibile per lo scambio e piazzare lo stop in base al livello tecnico o monetario. Ancora una volta, sottolineiamo che il rischio deve essere determinato prima che si entri in una posizione e poi BISOGNA continuare in quella direzione. Non lasciate che le emozioni vi costringano a cambiare lo stop loss troppo presto.


Il rischio

Ogni negoziazione, non importa quanto sicuri si possa essere sul profitto, è semplicemente una stima ragionata. Nulla è certo nel trading. Esistono troppi fattori esterni che possono cambiare il movimento di una valuta. Alcune volte i fondamentali possono cambiare l’ambiente del trading e altre volte esistono semplicemente dei fattori inspiegabili, come le barriere d’opzione, la quota dei tassi di cambio giornaliera, una banca centrale che effettua un acquisto ecc. Assicuratevi sempre di essere preparati a queste situazioni imprevedibili prima di collocare in anticipo lo stop.

Il guadagno
Dall’altra parte c’è il guadagno, sconosciuto. Quando una valuta si muove, il movimento può essere enorme o ridotto. La gestione del capitale diventa estremamente importante in questo caso. Facendo riferimento alla regola “non lasciare mai che un vincente diventi perdente”, raccomandiamo di scambiare molti lotti. Ciò può essere possibile con una base più gestibile e dei conti mini. In tal modo, si può chiudere con degli utili sul primo lotto e spostare lo stop al breakeven sul secondo lotto. Così, si è certi che si sta giocando con lo stesso capitale e si cavalchi il resto del movimento adoperando il secondo lotto.

 

Fai amicizia con il trend


Il mercato FX è un mercato che segue i trend. I trend, o tendenze, possono durare giorni, settimane o persino mesi. Questa è una ragione essenziale per cui molte macchinette (black box) nel mercato FX si concentrano esclusivamente sui trend. Si crede infatti che qualsiasi tendenza riescano a individuare possa compensare qualunque perdita da falso segnale fatta nei mercati laterali. Sebbene si pensi che il mercato laterale (range trading) possa portare buoni profitti, bisogna prendere atto che la fonte di gran parte dei capitali si basa sull’osservazione dei trend. Pertanto, se ci si trova in un mercato ristretto, si ottengono utili usando il primo lotto e fermandosi al breakeven con il secondo, guadagnando ancora utili. Tuttavia, se un trend emerge, si continua a mantenere il secondo lotto in ciò che potrebbe potenzialmente diventare una posizione vincente.

Parte del fare trading riguarda la strategia, la restante parte riguarda indubbiamente la gestione del denaro. Anche se si hanno delle trade in perdita, occorre comprenderle e imparare dai propri sbagli. Nessuna strategia è infallibile e funziona il 100% delle volte. Tuttavia, se il fallimento avviene con una strategia che ha funzionato più di quanto abbia fallito in passato, allora basterà accettare la perdita e andare avanti. La chiave è rendere significativo il metodo di trading nel complesso e rendere al contempo ogni singola negoziazione irrilevante. Una volta che si è padroni di questa tecnica, le emozioni non avranno più la meglio, indipendentemente dal fatto che si stiano scambiando 1.000 o 100.000 €.

Regole del forex trading: niente scuse, mai



Un giorno il capo di una compagnia di trading invitò i propri trader nel suo ufficio per discutere di un programma per il trading che voleva avviare. “Ho solo una regola”, affermò. E guardando dritto negli occhi disse: “niente scuse”.
Si capì immediatamente cosa volesse dire. Il capo non era preoccupato del fatto che i trader potessero perdere capitale. Le perdite fanno parte del trading e chiunque cominci questa impresa capisce e accetta che queste possano verificarsi. Quello che il capo voleva evitare erano gli sbagli che potevano commettere i trader allontanandosi dai programmi di trading. Era perfettamente accettabile sostenere un calo del 10% se questo era il risultato di cinque trade perdenti consecutivi che si erano fermati al 2% ciascuno. Tuttavia, era imperdonabile perdere il 10% su una sola negoziazione perché il trader si rifiutava di tagliare le perdite, o peggio ancora, apriva un’altra posizione oltre il limite del rischio. Il capo sapeva che il primo scenario era parte dell’attività, mentre il secondo poteva spazzare via l’intero conto.

Il bisogno di razionalità
Nel film degli anni 80’ “The Big Chill” il personaggio di Jeff Goldblum dice al personaggio di Kevin Kline “La razionalità è la cosa più potente sulla terra. Come esseri umani possiamo vivere a lungo senza cibo o acqua, ma non possiamo vivere un giorno senza ragionare”.

Questa citazione tocca una corda importante poiché cattura l’ethos dietro la regola del “niente scuse”. In qualità di trader, dobbiamo prenderci la responsabilità dei nostri sbagli. In un business o ci si adatta o si muore; rifiutarsi si riconoscere e correggere i difetti non porta che al disastro.

Esempio emblematico
I mercati possono e faranno sempre di tutto. Ne è testimone l’esplosione del Long Term Capital Management (LTCM), una volta considerato uno dei più prestigiosi fondi speculativi al mondo, i cui partner includevano molti vincitori del premio Nobel. Nel 1998, LTCM andò in bancarotta, mettendo quasi i mercati finanziari mondiali in ginocchio mentre una serie di complicati tassi di interesse generava miliardi di dollari di perdite in pochi giorni. Invece di accettare il fatto che avevano sbagliato, i trader della LTCM continuarono a raddoppiare le loro posizioni, credendo che i mercati avrebbero cambiato direzione.

Ci sono volute la Federal Reserve Bank e una serie di investimenti di banche di alto livello per intervenire e tamponare le perdite prima che le posizioni nel portafoglio non fossero ulteriormente danneggiate. Nelle interviste post-debacle, molti trader LTCM si rifiutarono di ammettere i propri sbagli, affermando che il crollo della LTCM era il risultato di una serie di circostanze estremamente inusuali che era difficile si verificasse nuovamente. I trader non impararono mai la regola del “niente scuse”, che costò loro il proprio capitale.

Niente scuse
La regola del “niente scuse” è particolarmente applicabile quando il trader non capisce il movimento di prezzo dei mercati. Se, ad esempio, si è short su una valuta perché si pensano a future notizie negative e queste si verificano, ma la valuta invece aumenta, bisogna abbandonare tutto. Se non si capisce cosa succede nel mercato, è sempre meglio farsi da parte e non scambiare. In questo modo, non ci sarà bisogno di inventare scuse se il conto è in perdita. Niente scuse. Mai. Questa è la regola di vita dei trader professionisti.

Sommario Recensione
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Le regole del Forex Trading - 2nda parte
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