I 5 Indicatori Forex Più Usati

Le valute non diventano più deboli o più forti in modo casuale. Gran parte del valore di una valuta si basa infatti sulla fiducia nella forza economica del paese di appartenenza, che viene giudicata in base ad alcuni indicatori forex che vengono sempre tenuti d’occhio dai forex traders. Quando questi indicatori di mercato cambiano, il valore di una moneta fluttuerà.

I Migliori Indicatori Forex

Ogni indicatore forex ha la sua propria natura, destinazione e coerenza. Questi indicatori tecnici sono stati creati per aiutare il trader ad osservare il mercato e di ottenere il segnale che gli indichi se e quando avviare un trade. A questo proposito, vediamo ora gli indicatori più usati nel forex trading.

Indicatori Forex: MACD

L’indicatore MACD (acronimo di Moving Average Convergence/Divergence) è uno degli indicatori Forex più usati nell’analisi tecnica. Si basa sull’uso di tre differenti medie mobili esponenziali. Generalmente, sullo schermo della propria piattaforma di Forex il trader vedrà solo due linee, ma questo non deve preoccupare, poiché la terza è semplicemente una differenza tra le due. Di default la durata delle due medie mobili principali è 12 e 26 periodi precedenti, ma può essere cambiata nelle impostazioni di questo indicatore. Il momento in cui è consigliabile agire è quello in cui le due medie mobili si incrociano tra di loro.

Indicatori Forex: Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger sono tra gli indicatori più utilizzati nel mercato Forex. Il loro scopo è quello di studiare la volatilità del mercato per poi andare ad individuare i migliori punti di ingresso.

I 5 Indicatori Forex Più Usati

In linea generale, il movimento del prezzo dovrebbe essere sempre compreso tra tali bande. Nei casi in cui il prezzo “sfora” una delle bande, siamo in una situazione di ipercomprato o di ipervenduto (rispettivamente se il prezzo “sfora” sopra la banda superiore o sotto quella inferiore). Come si può vedere dal grafico sopra, vi sono due bande, una superiore ed una inferiore, sopra e sotto la media centrale il quale riflettono attraverso il calcolo della deviazione standard la media centrale.

Comunemente questa è fissata a 20 giorni. Una delle caratteristiche delle Bande di Bollinger è l’equa distanza dalla media centrale. Non mancano però delle eccezioni, caratterizzate da momenti con distanze ampie e momenti di restringimento delle bande.

Indicatori Forex: RSI

Il Relative Strenght Index o RSI è un altro indicatore molto utilizzato dai forex traders per trovare i momenti in cui una data coppia di valute si trova in una fase di ipercomprato o ipervenduto. A differenza del MACD, questo indicatore si basa su una sola linea, che assume un valore da 0 a 100. Il trader dovrà attendere il momento in cui tale linea si troverà al di sotto di 30 o al di sopra di 70: nel primo caso saremo in una situazione di ipervenduto, mentre nel secondo caso saremo in una fase di ipercomprato.

Indicatori Forex: Momentum

L’indicatore Momentum è forse l’indicatore forex più utilizzato e consente di capire se il mercato si trova in una situazione di ipercomprato o di ipervenduto. Nel primo caso ci si attenderà un calo delle quotazioni, nel secondo un aumento. L’unico problema di questo indicatore è rappresentato dal fatto che può rimanere in una zona di ipercomprato (generalmente livello che va da 80 a 100) o di ipervenduto (livello che va da 0 a 20) anche per diverse sedute.

Indicatori Forex: EMA

L’indicatore EMA (o media mobile esponenziale) è molto usato dai traders per identificare il trend. Viene calcolato con una versione moderna della media mobile semplice e consente di livellare la serie definendo, a seconda dell’arco temporale su cui si calcola, il trend di breve, di medio o di lungo periodo. L’EMA viene calcolata in base a 3 elementi:

  • la costante di smoothing.
  • il valore precedente della stessa EMA.
  • il prezzo attuale.

Rispetto alla media semplice, l’EMA si contraddistingue dal fatto che il peso dei prezzi di chiusura è differente. Questo perché vi è un prezzo che andrà ad influire in modo particolare con l’avvicinarsi alla data attuale, mentre influirà in maniera minore quando si allontanerà nel tempo. Proprio questa sua caratteristica dà alla media mobile esponenziale una reattività superiore, rispetto a quella della media semplice. Le media mobili esponenziali più usate sono quelle da 12 a 26 giorni, mentre quelle da 50 a 200 giorni vengono usate per definire un trend a lungo termine.

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