3 Ragioni Per Cui Un Paese Può Deprezzare La Sua Valuta

La svalutazione competitiva è una strategia di politica monetaria con cui una banca centrale provoca il deprezzamento della propria valuta per portare benefici all’economia del Paese. Si può mettere in atto attraverso manovre come il taglio dei tassi di interesse o misure espansive non convenzionali. Si tratta però di una strategia abbastanza rischiosa, perché potrebbe provocare un’impennata dell’inflazione. Fra i casi più recenti, vi è sicuramente quello della Cina e la sua valuta: lo yuan (renminbi). La Cina sostiene tuttavia di non avere mai usato l’arma della valuta per trarre un vantaggio nel commercio e non sta cercando “una guerra valutaria”, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha accusato apertamente Pechino di danneggiare società e consumatori americani con la svalutazione dello yuan. Sebbene siano pochi gli investitori internazionali che posseggono direttamente azioni cinesi, il mercato rappresenta un termometro economico della Cina, la seconda maggiore economia mondiale e traino della domanda internazionale. E con l’economia della Cina piena di debito privato, alcuni ritengono che quanto succede a Shanghai possa diventare una bomba per l’economia. Da quando le valute del mondo hanno abbandonato il gold standard e hanno permesso ai loro tassi di cambio di fluttuare liberamente uno contro l’altro, ci sono stati molti eventi di svalutazione della moneta che hanno danneggiato non solo i cittadini del paese in questione, ma anche quelli di tutto il mondo. Ma perché i paesi svalutano la loro moneta?

1. Aumentare Le Esportazioni

In un mercato globale, le merci di un paese devono competere con quelle di tutti gli altri. I produttori di automobili in America devono competere con i costruttori di automobili in Europa e così via. Se il valore dell’Euro diminuisce rispetto al Dollaro, il prezzo delle auto vendute dai produttori europei in America, in dollari, sarà effettivamente più a buon mercato di quanto non fosse prima. D’altra parte, una valuta più forte rende le esportazioni relativamente più costose per l’acquisto sui mercati esteri. In altre parole, gli esportatori diventerebbero più competitivi in un mercato globale. Le esportazioni diventerebbero di conseguenza più convenienti, al contrario delle importazioni. Tuttavia, svalutare la propria moneta per migliorare le proprie esportazione necessita di alcune riflessioni. In primo luogo, se la domanda di beni esportati di un paese aumenta in tutto il mondo, il prezzo inizierà a salire, “normalizzando” l’effetto iniziale della svalutazione. La seconda è che, se altri paesi si accorgeranno di essere penalizzati da questa situazione, saranno incentivati ovviamente a svalutare le proprie valute in una cosiddetta “corsa al ribasso”. Questo può portare a guerre valutari e a un’inflazione incontrollata!

2. Ridurre il Deficit Commerciale

Il primo effetto di una svalutazione di valuta, è che le esportazioni aumenteranno e le importazioni diminuiranno a causa di esportazioni sempre meno costose ed importazioni più costose. Ciò favorirà un miglioramento della bilancia dei pagamenti, che ridurrà il deficit commerciale del paese svalutante. La teoria economica, tuttavia, afferma che i deficit in corso non sono sostenibili nel lungo periodo e possono portare a pericolosi livelli di debito che possono paralizzare l’economia. La svalutazione della propria valuta può quindi aiutare a correggere la bilancia dei pagamenti e ridurre questi deficit. Vi è un potenziale aspetto negativo di questa logica, però. La svalutazione aumenterà anche l’ammontare del debito dei prestiti esteri quando denominati nella valuta locale. E questo potrebbe essere un grosso problema soprattutto per i paesi in via di sviluppo, come l’India o l’Argentina, che detengono molti debiti in dollari e in Euro. Questi debiti esteri diventeranno quindi più difficili da onorare.

3. Ridurre il Debito Pubblico

Un governo può essere incentivato ad intraprendere una politica di svalutazione della propria valuta se ha un alto debito pubblico. Se i pagamenti del debito sono fissi, una valuta più debole renderà questi pagamenti effettivamente meno costosi nel tempo. Prendiamo ad esempio un governo che deve pagare € 1 miliardo di interessi mensili sul suo debito. Se la valuta nazionale venisse svalutata alla metà del suo valore iniziale, il pagamento del debito costerebbe ora € 500 milioni mensili. Una bella differenza! Ancora una volta, questa strategia dovrebbe essere utilizzata con cautela. Visto che quasi tutti i paesi del mondo hanno problemi di debito pubblico, questa strategia potrebbe innescare una “guerra valutaria”. Questa tattica, inoltre, sarà destinata a fallire anche se il paese in questione possiede una grande quantità di obbligazioni estere, in quanto renderà tali pagamenti di interesse relativamente più costosi.

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I motivi per cui un paese può decidere di deprezzare la sua valuta.
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