Guida alle Azioni

La storia ci ha dimostrato che investire in azioni costituisce uno dei modi più semplici e redditizi per accumulare ricchezze nel lungo termine. Con pochissime eccezioni degne di nota, quasi tutti i membri presenti nella lista Forbes dei più ricchi d’America, sono giunti sino a questo punto perché in possesso di un grosso quantitativo di azioni in società pubbliche o private. Sebbene gli inizi potrebbero essere contraddistinti da modesti guadagni, la Guida alle Azioni contenuta in questo articolo spiegherà approfonditamente cosa sono le azioni, come trarne profitti e molto altro.

Guida alle Azioni

Guida alle Azioni

Questa categoria di strumenti finanziari è senza dubbio uno dei migliori strumenti per accumulare ricchezza. Le azioni sono una parte, se non il fondamento, di qualsiasi portafoglio di investimenti. Quando si intraprende la propria strada per la libertà finanziaria, si ha bisogno di possedere una solida conoscenza dei titoli e di come essi vengono scambiati nel mercato azionario. Durante gli ultimi decenni, l’interesse generale per il mercato di titoli è cresciuto esponenzialmente. Quello che una volta era un giocattolo per ricchi, è ora diventato un mezzo da scegliere per ottenere una ricchezza in grado di crescere sempre di più. Questa richiesta insieme agli sviluppi nella tecnologia del trading hanno aperto le porte dei mercati, dando oggigiorno la possibilità a praticamente chiunque di possedere delle azioni.

Ad ogni modo, nonostante la loro popolarità, molte persone non comprendono appieno cosa siano le azioni.

Intorno alla fine degli anni 90, la gente pensava che le azioni fossero la parola magica per diventare ricchi all’istante senza correre particolari rischi. Il conseguente fallimento delle dot-com ha testimoniato che non è proprio così. Le azioni sono in grado di permettere di accumulare enormi quantità di capitale, ma non sono esenti da rischi.

L’unica soluzione per tutelarsi è la conoscenza. La chiave per proteggere se stessi nel mercato dei titoli è comprendere dove si sta collocando il proprio denaro. Obiettivo di questo articolo-guida è anche questo: fornire agli investitori le fondamenta necessarie al fine che essi siano in grado di prendere da soli le decisioni in ambito finanziario. Inizieremo con lo spiegare cosa sia un titolo e osserveremo i diversi tipi di azioni. Successivamente parleremo delle loro negoziazioni, cosa provoca il cambiamento dei prezzi, come comprare le azioni e molto altro.

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Cosa sono le Azioni?

In parole povere, la quota di un’azione rappresenta un diritto di proprietà in una società. In genere, le azioni emesse dalle società possono essere azioni ordinarie o azioni privilegiate. 

Le azioni sono spesso intercambiabili e vengono definite titoli perché sono una tipologia di garanzia finanziaria oppure capitale azionario perché rappresentano una partecipazione in un’impresa.

Azioni ordinarie e Azioni privilegiate

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    Azioni ordinarie: Se si parla di investimenti, è spesso a questa tipologia di azioni che ci si riferisce.

    Un’azione ordinaria ha diritto alla sua quota proporzionale dei profitti o delle perdite di una società. Gli investitori ottengono un voto per quota per eleggere i membri del consiglio che supervisionano le decisioni principali prese dal management.
    Le azioni ordinarie, a lungo termine, attraverso la crescita di capitale, rendono utili più elevati rispetto a qualsiasi altro investimento. Tale ritorno elevato ha però un costo, dal momento che le azioni ordinarie implicano il rischio più elevato. Se una società dichiara bancarotta, gli azionisti ordinari non riceveranno soldi fino a quando non verranno pagati i creditori, gli obbligazionisti e gli azionisti privilegiati.

  • Azioni privilegiate: Con le azioni privilegiate vengono generalmente garantiti agli investitori dividendi fissi. È una prima differenza rispetto alle azioni ordinarie, che hanno dividendi variabili e non garantiti. Un altro vantaggio è che in caso di liquidazione, le azioni privilegiate vengono pagate prima delle ordinarie (sebbene sempre dopo i detentori di debiti).

    Le azioni privilegiate possono inoltre essere riscattabili, vale a dire che la società ha la possibilità di comprare le quote dagli azionisti in qualunque momento e per qualunque ragione (normalmente un premio). Alcune persone considerano le azioni privilegiate più come debiti che come capitale azionario. Un modo corretto di pensare tali quote è di vederle come una via di mezzo tra obbligazioni e quote ordinarie.

A cosa servono le azioni?

Le azioni esistono per svariate ragioni, ma fra queste le più importanti sono le seguenti:

  • Le Azioni rappresentano per gli investitori una potenziale garanzia per il guadagno di soddisfacenti ritorni economici e per raggiungere più rapidamente i loro obiettivi finanziari;
  • Le Azioni consentono alle società di accumulare denaro da reinvestire in nuovi progetti;
  • Le Azioni separano l’ownership dal management, consentendo a coloro che non sono a capo di un’azienda, di parteciparvi comunque economicamente e di avere diritto di voto. Questo consegue in una più efficiente ripartizione di risorse, capitale umano compreso.

Essere proprietario di un’azione

Possedere un’azione di una società quotata vuol dire essere uno dei molti proprietari (shareholders) della società stessa, e, in quanto tale, si ha un diritto (seppur ridotto) su qualunque cosa la società possegga. In qualità di proprietario, si ha diritto alla propria quota di guadagno così come a qualunque diritto di voto legato all’azione.
Un titolo è rappresentato da un certificato azionario. Si tratta di un pezzo di carta che comprova la proprietà.

Con i modernissimi tempi correnti ultra tecnologici, non si riuscirà a visionare tale documento dal momento che l’agenzia di intermediazione salva questi documenti elettronicamente, con l’ “in street name” (ossia con il nome del broker). Ciò è fatto per rendere più facile lo scambio di quote.

In passato, quando una persona voleva vendere le proprie quote, quella persona doveva fisicamente annotare i certificati all’agenzia di intermediazione. Ora, fare trading con un semplice click o fare una telefonata rende la vita più facile a chiunque.

Essere uno shareholder (azionista) di una società pubblica non significa avere comunque il diritto di esprimere il proprio punto di vista riguardo la conduzione giornaliera dell’attività. Invece, il potere che si possiede per farsi sentire all’interno della società passa attraverso il diritto al voto, un voto per ogni quota posseduta al fine di eleggere il consiglio di amministrazione durante le riunioni annuali.

La gestione della compagnia dovrebbe aumentare il valore dell’azienda per gli azionisti. Se ciò non avviene, gli azionisti possono votare per rimuovere il management, almeno in teoria. In realtà, gli investitori singoli come voi non possiedono abbastanza quote da influenzare la compagnia. Sono i personaggi più forti, come gli investitori istituzionali e gli imprenditori miliardari a prendere le decisioni.

Per i normali azionisti non essere in grado di gestire la compagnia non è poi un grosso problema. L’importanza di essere uno shareholder risiede nel fatto che si è titolari di una porzione dei profitti della compagnia e si possiede un diritto sugli asset. Gli utili sono a volte pagati sotto forma di dividendi. Più quote si hanno, più ampia è la porzione di profitti che si riceve. Il diritto sugli asset è rilevante solo se una società va in bancarotta. Nel caso della liquidazione, si riceverà quello che rimane dopo il pagamento di tutti i creditori. Vale la pena ripetere quest’ultimo punto: l’importanza delle quote di proprietà risiede nel diritto su asset e guadagni. Senza di essi, le azioni non varrebbero nulla.

Un’altra caratteristica estremamente importante delle azioni è la responsabilità limitata. Ciò significa che, in quanto proprietario di un’azione, non si è responsabile se la società dovesse essere inadempiente. Altre società come le partnership sono impostate in modo che se la partn

ership dovesse dichiarare bancarotta, i creditori possono cercare i partner (gli azionisti) personalmente e vendere i loro beni: case, macchine, mobili, ecc.

Possedere un’azione invece significa che, qualsiasi cosa accada, il valore massimo che si può perdere equivale al valore del proprio investimento. Anche se una società della quale si è azionista va in bancarotta, non si perderanno mai i propri asset.

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Debito vs. capitale azionario

Perché una società emette azioni? Perché i fondatori dovrebbero condividere i profitti con migliaia di persone quando potrebbero tenere i guadagni per sé?

La ragione principale è che ad un certo punto ogni società ha bisogno di aumentare gli introiti. Per farlo, possono chiedere soldi in prestito o vendere parte della compagnia, pratica definita di emissione di titoli. Entrambi i metodi rientrano nella categoria del finanziamento tramite debito.

L’emissione di azioni è vantaggiosa per la società in quanto non richiede che la compagnia ripaghi il capitale o faccia pagamenti di interessi nel corso del tempo.

Tutti gli shareholder ricevono in cambio del proprio denaro la speranza che le quote un giorno varranno più di quanto valgono al momento in cui sono state acquistate. La prima vendita di un titolo, operata dalla società privata, è chiamata offerta pubblica di vendita (IPO).

È importante comprendere la differenza tra il finanziamento tramite debito e il finanziamento tramite capitale azionario di una società. Quando si compra un investimento tramite debito, come un’obbligazione, vengono garantiti soldi e la promessa di pagamenti di interesse. Non è il caso dell’investimento con capitale azionario. Diventando proprietari, ci si assume il rischio che la compagnia fallisca: come per una piccola attività non vi è garanzia per il proprietario di un ritorno in denaro, la stessa cosa vale per uno shareholder. In qualità di proprietario, il diritto sugli asset è minore di quello dei creditori.

Ciò significa che se una compagnia va in bancarotta e procede alla liquidazione, lo shareholder non avrà alcun denaro fin quando le banche e gli obbligazionisti non verranno pagati. Si parla in questi casi di priorità assoluta. Gli azionisti guadagnano se la compagnia ha successo, ma possono perdere il loro intero investimento se la compagnia fallisce (o è in perdita).

Rischio

Bisogna sottolineare che non esistono garanzie quando si ha a che fare con azioni singole. Alcune società pagano dividendi, ma molte altre no. E non esiste alcun obbligo di pagare dividendi anche per quelle aziende che li hanno tradizionalmente concessi. Senza dividendi, un investitore può guadagnare dei soldi su un’azione soltanto attraverso la sua valutazione sul mercato. Lo svantaggio è che qualsiasi azione può finire in bancarotta, nel qual caso l’investimento non vale più nulla.

Sebbene il rischio possa sembrare totalmente negativo, c’è un lato positivo. Correre un rischio maggiore equivale ad avere poi un maggiore ritorno in denaro. Questo è il motivo per cui i titoli hanno storicamente avuto prestazioni migliori rispetto ad altri investimenti, quali obbligazioni o conti di risparmio. Al lungo termine, un investimento in azioni ha storicamente avuto un ritorno medio di circa il 10-12%.

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Classi diverse di titoli

Le azioni ordinarie e privilegiate sono le due principali forme di titoli; è però possibile per le compagnie personalizzare diverse classi di titoli nel modo che preferiscono. La ragione principale è che la società vuole che il potere di voto rimanga all’interno di un determinato gruppo; pertanto, per classi diverse di quote vengono offerti diritti di voto diversi. Ad esempio, una classe di quote viene mantenuta da un gruppo in particolare al quale vengono affidati 10 voti per quota, mentre una seconda classe viene distribuita alla maggioranza degli investitori ai quali spetta un voto per quota.

Quando esiste più di una classe di azioni, le classi vengono tradizionalmente definite Classe A e Classe B. Berkshire Hathaway (codice BRK) presenta due classi di azioni. La differenza consiste nel collocare la lettera davanti il codice dell’azione, in questo modo: “BRKa, BRKb” o “BRK.A, BRK.B”.

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Come negoziare le azioni

Molte Azioni vengono negoziate sui luoghi di scambio, in cui i compratori e i venditori si incontrano per decidere sul prezzo. Alcuni luoghi sono fisici e le transazioni vengono effettuate nella sala delle contrattazioni.

Avrete Guida alle Azioniprobabilmente visto immagini delle trading room, sale in cui i trader si sbracciano con le mani in aria, muovendole, gridando e facendosi segnali l’un l’altro. L’altro tipo di luogo di scambio è virtuale, composto da un insieme di computer che effettuano gli scambi per via elettronica.

Lo scopo del mercato azionario è quello di facilitare lo scambio di titoli tra compratori e venditori, riducendo il rischio dell’investimento. Si immagini solo quanto sarebbe difficile vendere quote se si dovesse chiamare il vicino per tentare di trovare un compratore. In realtà, il mercato azionario non è altro che un mercato coperto super sofisticato che mette in comunicazione compratori e venditori.

Prima di andare avanti, bisogna fare una distinzione tra mercato primario e mercato secondario.

Il mercato primario è il luogo in cui i titoli vengono creati (attraverso gli IPO), mentre nel mercato secondario gli investitori scambiano titoli precedentemente emessi senza coinvolgere le compagnie che li hanno emessi. Il mercato secondario è quello al quale si riferiscono le persone quando parlano di mercato azionario. È importante comprendere che negoziare i titoli di una società non coinvolge direttamente la società medesima.

La Borsa valori di New York

Il luogo più prestigioso per gli scambi è la La Borsa di New York (NYSE). Soprannominata la “Big Board”, è stata fondata oltre 200 anni fa nel 1792 con la stipulazione del Buttonwood Agreement da 24 agenti di borsa e commercianti di New York. Attualmente l’NYSE, con azioni come General Electric, McDonald’s, Citigroup, Coca-Cola, Gillette e Wal-mart, è il mercato con la scelta più ampia per le maggiori compagnie in America.

La sala delle contrattazioni della NYSE



L’NYSE è il primo tipo di luogo di scambio in cui la maggior parte del trading viene effettuato di presenza nella sala delle contrattazioni. Gli ordini arrivano attraverso aziende di intermediazione che sono membri della Borsa e raggiungono i broker della sala, che si spostano in una determinata area dove avvengono le negoziazioni. Quest’area, chiamata trading post, vede la presenza di uno specialist (specializzato) il cui compito è di “accoppiare” compratori e venditori.

I prezzi vengono determinati usando il metodo dell’asta: il prezzo corrente è la somma più elevata che qualunque compratore è disposto a pagare e il prezzo più basso al quale qualcuno è disposto a vendere. Una volta che si è iniziata una negoziazione, i dettagli vengono rimandati all’agenzia di intermediazione, la quale notifica l’investitore che ha piazzato l’ordine. Sebbene fondata sul contatto umano, l’NYSE non è rimasta all’epoca della pietra: i computer svolgono un ruolo importantissimo nel processo.

Il Nasdaq

Il secondo luogo di scambio è il mercato virtuale non regolamentato, o over-the-counter (OTC), di cui il Nasdaq costituisce quello maggiormente conosciuto. Questi mercati non hanno un luogo centrale o sale di contrattazione con broker. Gli scambi avvengono via computer e mediante network di telecomunicazioni dei dealer. In passato le compagnie maggiori erano presenti solo sull’NYSE, mentre le altre azioni sul mercato secondario erano scambiate in altri luoghi. Il boom tecnologico della fine degli anni 90 ha cambiato tutto: ora il Nasdaq ospita numerose grandi compagnie tecnologiche come Microsoft, Cisco, Intel, Dell e Oracle. Ciò ha reso il Nasdaq un concorrente da non sottovalutare per l’NYSE.

Altri luoghi di scambio
Il terzo mercato maggiore Americano è l’ American Stock Exchange (AMEX), o semplicemente borsa americana. L’AMEX era in passato un’alternativa all’NYSE, ma quel ruolo è stato poi ricoperto dal Nasdaq. Infatti, la National Association of Securities Dealers (NASD), che è genitore del Nasdaq, ha acquistato l’AMEX nel 1998. Quasi tutti gli scambi sull’AMEX sono ora in titoli a bassa capitalizzazione e derivati.

Ci sono molti luoghi di scambio di titoli presenti in quasi ogni paese nel mondo. I mercati americani sono senza alcun dubbio i maggiori, ma rappresentano tuttavia solo una porzione di tutti gli investimenti nel mondo. Gli altri due centri più importanti sono Londra, sede della London Stock Exchange, e Hong Kong, sede della the Hong Kong Stock Exchange. L’ultimo luogo che vale la pena menzionare è l’ over-the-counter bulletin board (OTCBB). Il Nasdaq è un mercato over-the-counter, ma il termine si riferisce generalmente a piccole società pubbliche che non rispettano i requisiti di nessun mercato regolamentato, Nasdaq compreso. L’OTCBB è sede dei titoli speculativi, dal momento che vi è poca o nulla regolamentazione. Ciò rende investire in un titolo OTCBB qualcosa di molto rischioso.

Perché i prezzi delle Azioni cambiano?

I prezzi dei titoli cambiano ogni giorno per via delle forze di mercato. Con questo intendiamo dire che i prezzi delle azioni cambiano a causa della domanda e dell’offerta. Se molta gente vuole comprare titoli (domanda) e poi venderli (offerta), allora il prezzo sale. Al contrario, se più persone vogliono vendere un titolo anziché comprarlo, ci sarebbe più offerta che domanda, e il prezzo pertanto scenderebbe.

Capire la domanda e l’offerta non è difficile. Quello che è difficile è capire cosa spinge le persone a interessarsi ad un determinato titolo e ignorarne un altro. Si tratta di capire alla fine quale notizia sia positiva e quale sia negativa per una società. Ci sono molte risposte a questo problema e quasi ogni investitore ha le proprie idee e strategie.

Detto ciò, la teoria principale è che il movimento di prezzo di un titolo indichi agli investitori quale compagnia sia valida. Non bisogna equiparare il valore di una società al prezzo dell’azione. Il valore di una compagnia è la sua capitalizzazione di mercato, cioè il prezzo del titolo moltiplicato per il numero di azioni in circolazione.

Ad esempio, una compagnia in cui un titolo vale $100 e possiede 1 milione di azioni in circolazione, ha un valore minore rispetto ad una società in cui un titolo è negoziato a $50 con 5 milioni di azioni in circolazione ($100 x 1 milione = $100 milioni, mentre $50 x 5 milioni = $250 milioni). A complicare ulteriormente le cose vi è il fatto che il prezzo di un titolo non solo riflette il valore corrente della compagnia, ma riflette anche la crescita che gli investitori si aspettano in futuro.



Il fattore più importante che influenza il valore della società sono i suoi guadagni. Gli utili sono il profitto che una compagnia accumula e nessuna società ne sopravvive a lungo senza. Ha senso se si riflette un attimo. Se una società non guadagna dei soldi, non riuscirà a rimanere nel mercato. Le società quotate devono pubblicare i propri utili 4 volte all’anno (una volta ogni tre mesi). Wall Street guarda con attenzione  questi periodi, vale a dire i risultati trimestrali. La ragione che sta dietro è che gli analisti fondano il valore futuro di una società sulle proiezioni dei guadagni. Se i risultati di una società sono migliori di quanto ci si poteva aspettare, il prezzo sale. Se invece i risultati sono deludenti (peggiori di quello che ci si aspettava), il prezzo scenderà.

Naturalmente non sono soltanto i guadagni a cambiare l’interesse per un’azione (che, a sua volta, cambia il proprio prezzo). Durante la bolla delle dot-com, ad esempio, decine di compagnie internet hanno sperimentato capitalizzazioni di mercato di miliardi di dollari senza avere mai conseguito un seppur piccolo guadagno.

Come è noto, tali valutazioni non permangono e molte società internet hanno visto il loro valore diminuire a una frazione infinitesimale dei loro picchi più elevati. Tuttavia, il fatto che i prezzi non si muovano molto dimostra che ci sono fattori diversi dai guadagni attuali ad influenzare le azioni. I finanziatori hanno sviluppato letteralmente centinaia di queste variabili, rapporti e indicatori. Di alcuni si può avere sentito parlare, come il rapporto prezzo/utile, mentre altri sono estremamente complessi e oscuri, con nomi quali l’oscillatore Chaikin o la convergenza e divergenza di medie mobili (MACD).

Ma allora, perché i prezzi delle azioni cambiano?

La risposta nessuno la conosce con certezza. Alcuni credono non sia possibile predire come cambieranno i prezzi dei titoli, altri pensano che per mezzo di grafici e attraverso l’osservazione dei movimenti di prezzo passati si possa determinare il momento giusto per comprare o vendere. L’unica cosa che sappiamo è che le azioni sono volatili e il loro prezzo può mutare in modo estremamente rapido.

Le cose importanti da comprendere a riguardo:

  1. Domanda e offerta nel mercato determinano il prezzo dei titoli;
  2. Il prezzo tiene conto del numero delle azioni in circolazione (capitalizzazione del mercato) ed è il valore della società. Confrontare il prezzo di quote di due compagnie non ha senso;
  3. In teoria, i guadagni sono quelli che influenzano la valutazione di una compagnia di un investitore, ma esistono altri indicatori che gli investitori usano per predire il prezzo dell’azione. Bisogna ricordare che sono gli interessi, le inclinazioni e le aspettative dell’investitore a influenzare in ultima istanza i prezzi;
  4. Vi sono molte teorie che cercano di spiegare il movimento dei prezzi dei titoli. Sfortunatamente, non esiste nessuna teoria in grado di spiegare tutto.

Acquistare Titoli

investi in azioniAbbiamo imparato cosa sia un’azione e qualche principio che sta alla base del mercato azionario, ma come si compra effettivamente un titolo? Fortunatamente, non c’è bisogno di scendere nella fossa delle negoziazioni urlando e gridando il proprio ordine. Esistono due modi principali per acquistare un titolo:

 

  1. Usare un intermediario
    Il metodo più comune per comprare titoli è affidarsi ad un intermediario. Quest’ultimo può essere di due tipologie:
    Full service, che offre (in teoria) consigli da esperto e può gestire il conto della persona, anche se richiedono commissioni elevate;
    Discount brokerage, più economico ma che offre molto poco in termini di attenzione personale.
    In passato soltanto le persone benestanti potevano permettersi un broker, poiché erano disponibili solamente quelli full service. Con l’avvento di internet è arrivata anche l’esplosione dei broker con conti online. Grazie a loro quasi chiunque ora può permettersi di investire sul mercato.
  2. RIP & DIP
    I piani di reinvestimento dei dividendi (in inglese RIP) e i piani di investimento diretto (DIP) sono piani attraverso i quali le compagnie individuali, per un costo minimo, consentono agli azionisti di acquistare un’azione direttamente dalla società. I DRIP sono un metodo ottimo per investire piccole quantità di denaro a intervalli regolari. I DIP sono, da un punto di vista letterale, le “immersioni”, mentre i RIP sono le “increspature”.

Il toro, l’orso e la fattoria


A Wall Street, il toro e l’orso sono in continua lotta. Se non si sa cosa questi due termini significhino, si conosceranno non appena si comincerà ad investire.

Il toro

Un bull market (letteralmente mercato del toro, noto anche come mercato rialzista) è rappresentato da un’economia in cui le cose vanno molto bene, c’è lavoro per tutti, il prodotto interno lordo cresce e anche le azioni aumentano. Tutto appare roseo. Scegliere un’azione durante il bull market è più facile poiché tutto prende una direzione positiva.

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I bull market non durano certo all’infinito e a volte possono anche condurre a situazioni pericolose se i titoli vengono sopravvalutati. Se una persona è ottimista e crede che le azioni andranno su, questa persona viene definita bull e si dice che ha un atteggiamento rialzista (bullish).

L’orso

Il bear market (letteralmente mercato dell’orso o ribassista) si verifica quando l’economia va male, la recessione è incombente e i prezzi delle azioni scendono. I bear market rendono difficile agli investitori la scelta di un titolo. Una soluzione a tale problema è trarre un guadagno quando un titolo scende adottando la tecnica della vendita allo scoperto. Un’altra strategia è aspettare che si percepisca quando il mercato ribassista stia per finire e cominciare a comprare soltanto in previsione del mercato rialzista. Se si è pessimisti e si pensa che le azioni scenderanno, la persona verrà definita orso (bear) e pertanto avrà un atteggiamento ribassista (bearish).

Gli altri animali della fattoria: polli e maiali

I polli hanno paura di perdere tutto. Le loro paure scavalcano il bisogno di fare soldi e pertanto si interessano soltanto ai titoli del mercato monetario oppure escono completamente dal mercato. Se è vero che non bisogna mai investire in qualcosa che crea forti preoccupazioni, è anche certo che non si guadagneranno mai dei capitali se si evita completamente il mercato e non si corrono mai rischi.

I maiali invece sono investitori che rischiano molto, alla ricerca di un guadagno elevato in poco tempo. I maiali investono in società in base a suggerimenti di altri, senza valutare più di tanto. Si spazientiscono, sono avidi e emotivi riguardo i propri investimenti e si avvicinano a titoli ad alto rischio senza considerare il tempo e i capitali che richiedono tali mezzi di investimento. I trader professionisti amano i maiali, poiché è spesso dalle loro perdite che i bull e bear traggono i propri profitti.

Che tipo di investitore sarai?

Ci sono moltissimi stili di investire e strategie. Anche se i bull e i bear sono costantemente in conflitto, entrambi possono ricavare denaro con i cicli del mercato che cambiano. Anche i polli possono intravedere dei guadagni, sebbene non siano molti. L’unica figura perdente in quest’immagine è il maiale.
Assicuratevi di non entrare nel mercato se non siete pronti. Siate conservativi e non investite mai in qualcosa che non siete in grado di capire. Prima di fiondarsi su qualcosa senza le dovute conoscenze, pensate a questo vecchio detto del mercato:

“I tori guadagnano, gli orsi guadagnano e i maiali vengono sgozzati”

Conclusioni

Ricapitoliamo ciò che abbiamo imparato in questa guida:

Titolo equivale a proprietà. Come proprietario si ha un diritto sugli asset e sui guadagni di una società, così come ai diritti di voto con le quote.
I titoli sono capitale azionario, le obbligazioni sono debiti. Gli obbligazionisti hanno un ritorno in denaro garantito sull’investimento e hanno maggiori diritti rispetto agli azionisti. Questa è la ragione principale per cui i titoli sono considerati investimenti più rischiosi e richiedono un elevato tasso di ritorno.
Si può perdere tutto il proprio capitale con le azioni. Allo stesso modo, si possono guadagnare molti soldi se si investe sulla compagnia giusta.
Le azioni si dividono in ordinarie e privilegiate. È inoltre possibile per una compagnia creare diverse classi di azioni.
I mercati azionari sono luoghi in cui compratori e venditori di azioni si incontrano per negoziare.
L’ NYSE e il Nasdaq sono i più importanti mercati di scambio degli Stati Uniti.
I prezzi dei titoli variano in base alla domanda e all’offerta. Esistono molti fattori che influenzano i prezzi, il più importante dei quali è il guadagno.
Non c’è un’opinione condivisa sul perché i prezzi vadano in una determinata direzione anziché un’altra.
Per comprare azioni si può usare un agente di intermediazione o il piano di reinvestimento dei dividendi (DRIP).
Le quotazionidi un titolo azionario non sono difficili da leggere una volta che si conoscono!
I tori guadagnano, gli orsi guadagnano e i maiali vengono sgozzati!

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